Raja-Yoga di Swami Vivekananda, traduzione in italiano (1)

Traduzione in italiano di Raja-Yoga, raccolta di alcune lezioni tenute da Swami Vivelkananda negli Stati Uniti a fine 1800. Titoli in neretto e note fra parentesi quadre [ ] inseriti da me per chiarezza e leggibilità.

Prefazione, di Swami Vivekananda

Sin dall’alba della storia, fra gli essere umani sono stati osservati e visti avvenire numerosi fenomeni straordinari. Ma nei tempi moderni i loro testimoni non desiderano attestare simili eventi, anche in società che vivono lo splendore della scienza moderna. La gran parte delle prove sono considerate inaffidabili, come se fossero provenienti da persone ignoranti, superstiziose o fraudolente. In molti casi i cosiddetti miracoli sono simulazioni. Ma cosa simulano?

Una mente scientifica e onesta non esclude nulla senza adeguata investigazione. Molti scienziati, incapaci di spiegare svariati e straordinari fenomeni mentali, cercano di ignorarne la loro stessa esistenza. Sono quindi, per alcuni aspetti, più criticabili di coloro che pensano che le loro preghiere siano state esaudite da un essere, o più esseri che vivono sopra le nuvole, o coloro che pensano che i loro desideri possono cambiare il corso dell’universo. Questi ultimi almeno hanno la scusa dell’ignoranza, o almeno di un sistema educativo lacunoso che ha insegnato loro la dipendenza da simili esseri, una dipendenza che è divenuta parte della loro natura. I primi invece non hanno scuse.

Il Raja-Yoga è una scienza

Per migliaia di anni [in India] questi fenomeni sono stati indagati e studiati, tutta l’area delle possibilità religiose dell’uomo è stata analizzata, e il risultato pratico è la scienza del Raja-Yoga. A differenza dei moderni scienziati, il Raja-Yoga non nega l’esistenza di fatti che sono difficili da spiegare. Al contrario, con gentilezza ma senza incertezze, dice alle persone superstiziose che i miracoli e le risposte alle preghiere, e i prodigi della fede, benché  reali, non possono essere spiegati con la superstizione o con l’azione di esseri che stanno sopra le nuvole. Dichiara invece che ogni essere umano è solo un condotto per l’infinito oceano di conoscenza e potere che giace oltre l’umanità. Insegna che desideri e voglie sono nell’uomo, e che il potere di esaudirli sono sempre nell’uomo; e che ogni volta che un desiderio o una necessità sono stati risolti, una preghiera è stata esaudita, è avvenuto per l’infinita fonte della natura, e non per intervento soprannaturale.

Manifestazioni sottili e grossolane della natura

L’idea di esseri soprannaturali può risvegliare la capacità di azione dell’uomo, ma porta anche decadenza spirituale. Porta dipendenza, paura, superstizione. Degenera in un’orribile credenza nella naturale debolezza dell’uomo. Non esiste il soprannaturale, dice lo Yogi, ma in natura ci sono manifestazioni grossolane e manifestazioni sottili. Il sottile è la causa, il grossolano è l’effetto. Il grossolano può essere facilmente percepito dai sensi, non così il sottile. La pratica del Raja-Yoga porta all’acquisizione di percezioni sempre più sottili.

La liberazione dell’anima

Tutti i sistemi ortodossi della filosofia indiana hanno un obiettivo, la liberazione dell’anima attraverso la perfezione. Il metodo pratico è lo yoga. La parola Yoga copre un immenso spazio di significato, ma sia la scuola filosofica Sankhya sia la scuola Vedanta indicano lo Yoga in una forma o nell’altra.

L’oggetto di questo libro e la forma di Yoga conosciuta come Raja-Yoga. Gli Aforismi di Patanjali sono la più alta autorità in fatto di Raja-Yoga, e rappresentano il libro di studio. Gli altri filosofi, anche se occasionalmente differiscono da Patanjali su alcuni punti filosofici, in genere ne accettano il metodo. La prima parte di questo libro comprende diverse lezioni svolte da questo autore a New York. La seconda parte è una libera traduzione degli aforismi (sutra) di Patanjali, con un commento di accompagnamento. Sforzi sono stati compiuti per evitare eccessivi tecnicismi, mantenendo uno stile semplice e piano. Nella prima parte ci sono alcune indicazioni pratiche semplici e specifiche per lo studente che vuole praticare. Ma è sempre opportuno ricordare che, con rare eccezioni, lo Yoga può essere appreso con sicurezza solo dal diretto contatto con un insegnante. Se queste conversazioni ottengono il risultato di risvegliare il desiderio di approfondimenti, l’insegnante apparirà.

Il sistema di Patanjali è basato sul sistema filosofico Sankhya, con poche differenze. Le due più importanti sono: 1. Patanjali ammette un Dio Personale nella forma di un primo insegnante di Yoga, mentre il solo Dio che il Sankhya ammette è un essere quasi perfetto temporaneamente responsabile del ciclo di creazione. 2. Lo Yogi considera di essere tutt’uno con l’anima, o Purusha (spirito), mentre il Sankhya no.

—L’Autore.

Qui il testo inglese originale di questo capitolo:

http://en.wikisource.org/wiki/The_Complete_Works_of_Swami_Vivekananda/Volume_1/Raja-Yoga/Preface

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