In che modo lo Yoga aiuta a dimagrire?

La dieta miracolo funziona? O basterebbe semplicemente mangiare meno e meglio?

La dieta miracolo funziona? O basterebbe semplicemente mangiare meno e meglio?

Lo Yoga può aiutare a dimagrire grazie a questi tre effetti:

1. La necessità di praticare lontano dai pasti. Se uno desidera praticare yoga o preferisce lo yoga allo spuntino occasionale, ottiene l’effetto meccanico di ridurre il totale delle calorie complessive ingerite. O almeno agevola questa riduzione. Ad esempio se torno a casa dal lavoro e – invece di prepararmi un aperitivo in attesa di cena – pratico yoga, ottengo il duplice risultato di rigenerarmi e tirare fino a cena senza spiluccare porcherie alimentari. Oppure, in alternativa, se il bar di fianco all’ufficio offre una happy hour vegetariana, posso trasformarla in una leggera cena, tornare a casa con calma, trascorrere la mia serata e infine praticare un po’ di yoga prima di andare a letto, il tutto saltando la cena tradizionale con grande beneficio per linea e digestione (un medico diceva: “la notte è fatta per dormire, non per digerire”).

2. La coltivazione dell’autodisciplina e dell’autoconsapevolezza. Se uno prende l’abitudine di praticare anche da solo, a casa sua, almeno tre volte alla settimana, educa il suo corpo a una forma di autodisciplina che lo aiuta ad evitare o ridurre tentazioni alimentari, in particolare quelle di tipo consolatorio (“sono triste, mangio un cioccolatino…”). L’autodisciplina in questo casi assume due forme: dire no alla tentazione quando si presenta (non sempre facile, ma più facile per chi pratica yoga); scansare le tentazioni (e quindi evitare la trattoria specializzata in salumi, formaggi e fritto del contadino). Inoltre chi pratica yoga percepisce meglio le proprie sensazioni fisiche, quindi capisce prima degli altri quando è il momento di smettere di mangiare perché lo stomaco è pieno abbastanza.

3. La stimolazione del metabolismo. È vero che durante la meditazione non si consumano molte calorie, e lo stesso vale per alcuni stili di Yoga particolarmente statici. Ma altri stili di Yoga (Ashtanga, Vinyasa, Bikram, Iyengar e altri) comportano pratiche anche molto intense dal punto di vista fisico, che innalzano il metabolismo per lungo tempo dopo la pratica, incoraggiando il consumo dei grassi corporei. Fare Navasana nella versione facilitata (con le gambe piegate e magari con dei supporti) per dieci secondi comporta un certo dispendio energetico. Fare Virabhadrasana (il guerriero) e tenere la posizione per almeno tre minuti ne comporta uno ben maggiore.

Ovviamente questi tre effetti non sono necessariamente esclusivi dello Yoga: uno può raggiungerli anche con altre attività. Ma difficilmente sono economiche e gratificanti come lo Yoga (almeno per chi è portato per questa pratica).

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One comment

  1. aggiungerei anche che fare posizioni di chiusura sia frontali (sulla pancia) che laterali (sulle lonzette dei fianchi) aiuta a percepire concretamente e fastidiosamente la propria ciccia in più 🙂

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