Ascolta e scegli. Come scegliere uno stile di yoga

“È giusto così?”

Come scegliere uno stile di Yoga (I)

Nello yoga ci sono tanti stili quanti sono gli insegnanti. O quasi. Definire lo yoga oggi è come voler definire la pizza: la base è sempre quella, le varianti sono infinite. Un mio amico, dopo aver provato tutte le pizze possibili, quando entra in una pizzeria che non conosce chiede sempre una margherita con poca mozzarella. Se è buona quella sono buone anche tutte le altre.

Nel caso dello yoga le cose sono un po’ meno semplici. Ma solo in apparenza. Molti neofiti, dopo aver letto l’intervista dell’attrice che dichiara “lo yoga ha cambiato la mia vita, quando un caro amico del Dalai Lama mi ha dato il numero di telefono di uno Yoga Studio di Beverly Hills”, decidono di provare anche loro. Si collegano a Internet, cercano “yoga” e immediatamente si domandando: “ma quanti stili di yoga ci sono? Come faccio a scegliere?”.

Consiglio pratico: come scegliere

Un modo pratico per scegliere lo stile di yoga che fa per te è questo: prendi le palestre e i centri yoga entro 20 minuti da casa tua o dall’ufficio, provali tutti e scegli quello che ti sembra più indicato per te (anche la facilità di parcheggio o la vicinanza a una fermata dei mezzi pubblici è un criterio valido).

Insomma, come insegna lo yoga, fare l’esperienza e ascoltare il proprio corpo è una via molto pratica per conoscere la realtà. Come per provare una pizzeria.

Volendo sapere però con qualche anticipo e per grandi linee cosa ci si può aspettare dai principali stili di yoga oggi disponibili in Italia, ecco una breve guida sintetica.

Classificare gli stili di Yoga è per forza di cose un esercizio per approssimazione. Il problema nasce dal fatto che alcune scuole sono molto codificate perché c’è stato qualcuno che ha stabilito una serie di regole o di linee guida (è il caso del Metodo Iyengar, dell’Ashtanga Yoga o dell’Anusara Yoga, poco diffuso in Italia); in altri casi si è fatto lo stesso lavoro ma senza dare un nome al proprio stile (è il caso di Swami Satyananda Saraswati, che ha compiuto un importante lavoro di codifica ma non ha dato un nome particolare alla sua scuola, che infatti viene chiamata “di Satyananda” e solo da pochi anni usa il marchio registrato “Satyananda Yoga”); in altri casi ancora un nome e uno stile particolare ha dato origine a innumerevoli interpretazioni, talvolta non correlate. È il caso, in parte, del Power Yoga, che in alcune palestre italiane può indicare qualsiasi combinazione fra stretching e ginnastica a corpo libero, oppure di Raja Yoga, Kundalini Yoga e Kriya Yoga che, prendendo origine dalla tradizione più antica, vedono però diverse interpretazioni. In altri casi infine qualcuno ha preso il nome Yoga e gli ha aggiunto una sua connotazione speciale, sperando che prendesse piede, creando stili eccentrici o contaminazioni.

(continua)

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