Yoga e Olimpiadi

Ogni tanto si parla dell’ipotesi di far diventare lo Yoga disciplina olimpica. È un argomento che divide. Molti pensano che lo Yoga sia di per sé un’attività NON competitiva. Altri pensano che si possa estrarre dall’universo dello Yoga l’aspetto fisico della pratica, disciplinarlo come uno sport, e praticarlo come la ginnastica artistica o il pattinaggio al fine di vincere una medaglia olimpica. Io sono un po’ indeciso. Da una parte l’universo dello Yoga è talmente ampio che non ci vedo nulla di male se qualcuno ne prende la pratica fisica e la trasforma in sport. Anche lo sport ha una sua valenza spirituale, e molti grandi campioni sportivi lo diventano perché capaci di diventare un’unità fisica e spirituale nel corso della loro gara, superando in quel momento ogni divisione fra corpo, spirito e mente. Anzi: probabilmente è proprio questa la caratteristica che separa i grandissimi campioni da tutti gli altri; la differenza tecnica fra i primi cento tennisti, sciatori e nuotatori del mondo è infinitesima. In molti sport quello che rende diversi i vincitori probabilmente è la capacità di concentrarsi, di distaccarsi dal risultato, di entrare totalmente nell’esecuzione senza nessun’altra preoccupazione che l’esecuzione perfetta.

Dall’altra parte, lo Yoga in forma olimpica rischia di diventare una variante di ginnastica artistica più orientata al contorsionismo. La ginnastica artistica, particolarmente quella femminile, tende a favorire lo sviluppo di atleti adolescenti dal corpo ipertrofico, soprattutto nei paesi dove le Federazioni sportive chiudono un occhio sull’età dei praticanti. Quel che si può temere è che lo Yoga Olimpico porti a favorire giovanissime contorsioniste e ballerine, dando un’immagine deformata della disciplina. Dall’altra parte, è però anche possibile che la visione di gare di Yoga Olimpico, soprattutto se il regolamento non favorirà eccessi di flessibilità, porti a una maggiore diffusione della pratica dello Yoga.

Forse non c’è risposta giusta, oppure se c’è, si può trovare solo con l’esperienza. In ogni caso, se il comitato che preme per far accogliere lo Yoga nel novero delle discipline olimpiche raggiunge il suo risultato, non se ne parla prima del 2020.

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2 comments

  1. velocemente, se posso dire la mia, io sono perché rimanga una cosa personale, senza gara competizione o giudizio alcuno.
    non condivido l’opinione “Da una parte l’universo dello Yoga è talmente ampio che”.
    facciano pure, ma non sia chiamato yoga.

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  2. Ciao e complimenti per il blog, è veramente bello! Io spero che lo yoga non diventi mai una disciplina olimpica perchè se fosse così secondo me lo sminuirebbe anche se, come hai scritto, potrebbe favorirne la diffusione. Io sono del parere che lo yoga sia una cosa che devi sentirla dentro, non è una pratica sportiva da fare davanti a milioni di persone, è più una cosa tra te stesso e la tua anima, una cosa troppo personale ed importante per farla diventare uno sport come se fosse calcio, pallavolo o atletica.

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