Asana di primavera

La primavera è la stagione della rinascita. Ma, come scopriamo ogni anno, rinascere è anche faticoso, perché il periodo è a corrente alternata: oggi il sole di un radioso futuro, domani neve marzolina. Un asana che in primavera merita un’attenta esplorazione è savasana. Probabilmente è il più efficace contributo dello yoga contro il logorio della vita moderna: dopo il lavoro fisico, imparare a starsene sdraiati cinque-dieci minuti a riposare, rilassando il più profondamente possibile ogni parte del corpo, rallentando il respiro, il battito cardiaco, i pensieri.

In occidente pensiamo tutto in termini di pieno: tempo da riempire, spazi da conquistare, vuoti da colmare, serbatoi da ripianare. Ma il pieno ha senso solo se c’è il vuoto: quando compriamo una casa, in realtà la compriamo per gli spazi vuoti, non per i muri. Savasana è lo spazio vuoto che ci aiuta a rigenerare il corpo dopo l’attività. Savasana è la notte prima della fioritura.

1. Dopo la pratica dedicare sempre da 5 a 15 minuti al rilassamento in savasana;

2. Occorre sdraiarsi su una superficie dura, con un tappetino o una coperta. Il materasso rende difficile il rilassamento, a meno che non sia molto sottile e appoggiato direttamente sul pavimento;

3. Occhi chiusi, gambe divaricate, piedi che cadono verso l’esterno, braccia distese circa a dieci centimetri dai fianchi, palmi verso l’alto. Perché questa posizione? Per ridurre al minimo la superficie d’appoggio e le sensazioni tattili provenienti dalle mani, fonti di distrazione.

4. Un asciugamano arrotolato sotto la nuca aiuta a rilassare la gola e le cervicali; Anche qualcosa di morbido sotto i talloni aiuta ad evitare quella sensazione di piaga da decubito che può insorgere quando il rilassamento dura oltre i 15 minuti;

5. A questo punto arriva la parte difficile: rallentare il respiro, rilassare tutti i muscoli, lasciar scorrere i pensieri come se fossero gocce d’acqua sul finestrino di un treno.

6. L’obiettivo è non pensare a niente, cosa tutt’altro che facile, soprattutto quando c’e’ la rata trimestrale del mutuo da pagare. Ogni pensiero (quelli negativi soprattutto) comporta una piccola o grande tensione da qualche parte del corpo, come se i muscoli si attivassero per agire. Il trucco è quello di lasciar scorrere i pensieri, limitandosi ad osservarli. Arrivano, li osservi come se fossero pensati da un altro, li lasci andare.

E così, piano piano, rinasci.

 

(Dalla rubrica “Yogafacile in un mondo difficile”, Yoga Journal Italia Marzo 2008) 

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