Yoga sotto la neve

“Non iniziare la pratica in inverno, durante la stagione fredda, in estate, o durante le piogge. Iniziato allora, lo Yoga porta solo malanni”.
Gheranda Samhita, 5.8 (“Gli insegnamenti di Gheranda”)

Secondo gli antichi testi, quelli che spesso vengono citati a orecchio senza averli mai letti, le stagioni per iniziare la pratica dello yoga sono primavera e autunno. Si parla del clima dell’India, un clima diverso da quello dell’europa continentale, ma c’è del vero e c’è dell’utile nelle raccomandazioni del saggio Gheranda.

Nonostante il riscaldamento globale, e anche nonostante il riscaldamento domestico, l’inverno europeo non è la stagione ideale per praticare yoga (chi legge il blog da altri continenti è pregato di ritornare a questa pagina nella stagione giusta :-).

Quando fuori c’è il gelo e in casa si raggiungono a malapena i venti gradi, un po’ per ecologia un po’ perché il riscaldamento costa sempre più caro, salire sul tappetino per fare asana richiede qualche accortezza in più.

  1. Vinci la pigrizia: anche se stare sul divano davanti alla tv al calduccio di un bella copertina di pile è più gradevole, praticare yoga tonifica il sistema immunitario e tiene alla larga la maggior parte delle malattie di stagione.
  2. Vinci anche l’impazienza: il clima freddo modifica la circolazione del corpo, muscoli e articolazioni sono meno irrorate e quindi occorre una maggiore pazienza nel riscaldamento. Posizioni facilmente raggiungibili d’estate con trenta gradi all’ombra sono più difficili nelle mattine buie d’inverno.
  3. Vinci la scomodità: praticare in costume da bagno al caldo è molto più piacevole, ma d’inverno bisogna stare coperti. Scegli quindi tute calde e comode per la tua pratica invernale, indossa magari due o tre strati (due magliette, una polo con le maniche lunghe, una giacca in pile o un cardigan), levando gli strati uno a uno man mano che ti riscaldi, rimettendoli man mano che arrivi al rilassamento finale. Tieni una coperta a portata di mano per coprirti durante i cinque-dieci minuti di rilassamento finale, altrimenti il freddo ti impedirà di rilassarti in modo adeguato. Ricorda inoltre che il rilassamento finale è utile per il recupero fisico ed è quello che ti permette di godere al massimo dell’effetto rigenerante dello yoga.
  4. Vinci anche la gola: l’alimentazione invernale ricca di grassi e proteine tende a irrigidire. Se possibile privilegia una dieta prevalentemente vegetariana. Zuppe e minestroni offrono il vantaggio di riscaldare il corpo e anche idratarlo, aiutando la flessibilità.

La pratica invernale non è il periodo migliore per apprendere nuove ardite posizioni. È però il periodo adatto, dopo un adeguato riscaldamento, per le pratiche più energiche. Sei sequenze di saluto al sole, le prime tre più lente, le altre più dinamiche, consentono di affrontare meglio anche la mattina più fredda.
È possibile anche vincere il freddo. Esistono delle tecniche yogiche, di origine tibetana, che aumentano la capacità del corpo di produrre calore. Si chiamano con il termine tibetano “Tummo“. Se il freddo è un tuo problema, puoi provare a cercare qualche insegnante che ne abbia esperienza.

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2 comments

  1. Le indicazioni nella Gheranda Samhita vanno semplicemente considerate come “giusto equilibrio” nella scelta del momento di praticare: praticare quando è “troppo freddo” o “troppo caldo” è sempre sconsigliato…..ma controindicazioni alla pratica durante l’inverno (basta avere una sala adeguatamente riscaldata ed un abbigliamento adatto) o in estate (basta avere una sala adeguatamente ventilata ed un abbigliamento adatto) non esistono……..semplicemente il saggio Gheranda ci riporta alla responsabilità del “giusto mezzo”…..evitare gli eccessi….

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  2. Sujan Singh, hai ragione, secondo me la tua interpretazione è condivisibile. Ma è, appunto, una “interpretazione”. E questo pone il problema, che secondo me viene spesso sottovalutato, dell’interpretazione dei testi: che può dare innumerevoli soluzioni, e non è detto che esista sempre la soluzione “giusta”.

    Fra l’altro, nel caso specifico, il testo dice chiaramente di “non iniziare la pratica in inverno”, quindi fa una raccomandazione ai principianti. Puo’ sottintendere quindi che per chi già pratica da tempo l’inverno non è un problema, o è un problema inferiore.

    Bisogna infine osservare che anche il termine “inverno” può avere molteplici significati: se inteso semplicemente come periodo del calendario, la sala riscaldata è una soluzione: ma la sala riscaldata crea un clima artificiale: in pratica crea la primavera o anche l’estata in un ambiente chiuso. Se inteso come clima freddo, allora l’attenzione va portata alla temperatura: se la temperatura della stanza è inadeguata, attenzione a praticare, indipendentemente dal fatto che sia autunno, primavera, invero, o estate in alta montagna.

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