Circolare, circolare – Ditelo soprattutto a chi sta fermo.

Muoviti spesso e vivi meglio. Due studi medici lo confermano, e dimostrano l’importanza del movimento fisico per prevenire il diabete.

 

Lavorare seduti senza muoversi per lunghi periodi è un vero veleno per il corpo. La vita sedentaria, l’automobile, l’ascensore, ogni scusa per non camminare. Non basta andare in palestra due o tre volte la settimana, occorre sgranchirsi, stirarsi, muoversi periodicamente, durante tutto il giorno, diciamo almeno ogni due ore.

Secondo due diversi studi medici citati più sotto, per il nostro corpo è particolarmente dannoso stare a lungo immobili o quasi immobili.

In altre parole, mezzora di ginnastica alla mattina non è sufficiente se poi si passano otto ore immobili davanti al computer e altre due ore in macchina per andare e tornare senza muovere un passo. Bisogna interrompere l’immobilità periodicamente, cioè almeno ogni due ore o meno. Alzarsi, sgranchirsi, muoversi: se possibile, aggiungerebbe un insegnante di yoga, fare due o tre asana o qualche saluto al sole.

Il corpo ha bisogno dell’aiuto circolatorio dato dal movimento degli arti: sistema sanguigno, sistema linfatico, articolazioni, liquidi interstiziali hanno bisogno di circolare. E circolano solo se c’è movimento.

Insieme a un’alimentazione moderata, muovere i muscoli, fare stretching ed esercitare le articolazioni aiuta a nutrire, drenare e rinnovare i tessuti in tutto l’organismo meglio di come possano fare ipotetiche pillole o cibi miracolosi. Si tratta di un’intuizione di comune buon senso che la tradizione yogica ha scoperto, analizzato e codificato da secoli, in particolare con lo sviluppo e la definizione dello Hatha Yoga.

Però, chi conosce lo yoga solo superficialmente potrebbe fare un’obiezione. E la meditazione? Meditazione, concentrazione e pranayama sono pratiche fondamentali dello Yoga che richiedono di stare immobili a lungo. Alla luce di questi studi medici potrebbero essere dannose? Sì e no. Tutto quel che è troppo può essere dannoso.

Lo yoga infatti pone un particolare accento sulla necessità di irrobustire e mobilizzare tutto il corpo, la schiena e le articolazioni per poter stare da venti a quaranta minuti immobili in meditazione. In genere nessun insegnante di yoga induce i suoi allievi a praticare lunghi periodi di pranayama, concentrazione e meditazione senza adeguata preparazione fisica. Anzi: solo chi ha un buon fisico riesce a “dimenticare il corpo” durante la meditazione. Anche da qui emerge la lungimiranza della disciplina yogica: movimento adeguato, in tutte le direzioni, per ripulire il corpo; meditazione, concentrazione e pranayama per ripulire la mente. Cercando sempre il giusto equilibrio.

Chi si muove troppo, rischia problemi da usura in vecchiaia, come dimostra l’esperienza di molti atleti professionisti. Chi si muove troppo poco rischia di aumentare la probabilità di malattie metaboliche e di un cattivo invecchiamento.

Qui i link di due studi medici, citati anche dal Corriere Salute, che correlano il movimento fisico – inteso anche come frequente interruzione di attività sedentarie – alla prevenzione del diabete e al miglioramento del benessere generale:

1.

Role of Low Energy Expenditure and Sitting in Obesity, Metabolic Syndrome, Type 2 Diabetes, and Cardiovascular Disease

2.

International Diabetes Institute – Clinical, Physical Activity Research

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