Milàn col chakra in man

Davanti a Palazzo Marino due vigili alti due metri proteggono il Comune dalla cittadinanza. Una coppia si avvicina e chiede dov’è la conferenza stampa di MilanoYogaFestival. I due vigili forniscono gentilmente le indicazioni commentando di buon umore “di là, di là, qui è tutto un festival”.

La sala delle Tempere di Palazzo Marino probabilmente era la portineria oppure un vestibolo o una sala di servizio, perché vi si accede subito a sinistra entrando. Il soffitto a volta è riquadrato da cassettoni stuccati, e quattro grandi dipinti arredano le pareti. Oggi è una comoda sala di rappresentanza che consente di non far entrare i giornalisti delle testate specializzate troppo addentro nel palazzo.

L’assessore allo Sport e Tempo Libero Giovanni Terzi esordisce con una notizia: “Milano per vocazione appare sempre una città nevrotica, dalle dinamiche convulse”. In effetti è il giudizio che ne dà chi viene da fuori quando vede milioni di auto parcheggiate ovunque, e milioni di motorini parcheggiati negli interstizi lasciati dalle auto. È interessante sapere che questa è la vocazione di Milano.

In ogni caso il Comune ha deciso di fare qualcosa di concreto a riguardo, sostenendo per il secondo anno il MilanoYogafestival.
Probabilmente è una delle poche iniziative comunali capaci di migliorare in modo reale la qualità della vita dei milanesi, quantomeno di quelli che, come conseguenza del Festival, decidono di provare lo Yoga, una disciplina particolarmente economica da praticare e quindi alla portata anche di chi ha il problema della quarta settimana.

Per contrasto con l’austerità della disciplina, questa seconda edizione del MilanoYogaFestival si presenta molto più ricca della prima. Sta crescendo e le organizzatrici, Giulia Borioli e Sabrina Grifeo, usano il successo del primo anno come fondamenta per costruire un edificio più grande e più solido.

Fra le novità pratiche:

1. Si paga l’ingresso.Cinque euro di quota associativa per entrare liberamente tutti e tre i giorni. Ritengo che il fiver d’ingresso, come direbbero gli inglesi, sia una scelta abbastanza giusta che renderà più motivati i visitatori, anche se in un’ottica di sviluppo sarebbe forse stato meglio rinviare questa novità al terzo anno.
2. C’è il ristorante vegetariano, così si può passare l’intera giornata fra uno stile di yoga e l’altro ma senza saltare il pasto (il ristorante c’era anche l’anno scorso per la verità).
3. C’è un’area bimbi, utile per i genitori, divertente per i bimbi. Nell’area, dove i bambini possono divertirsi per tutta la durata del Festival, verrà presentato anche il metodo Gioca Yoga di Lorena Payalunga (venerdì 19, ore 14 e ore 16.35; sabato 20, ore 11.15, 12.45, 17.15; domenica 21 ore 10.15, 16.15).
4. C’è una sala riservata per la meditazione libera, ottima per rigenerare le energie fra un evento e l’altro (gli eventi, si sa, sono sempre faticosi). La possibilità di passare mezzora seduti con gli occhi chiusi, oppure di schiantarsi in savasana un quarto d’ora in un posto tranquillo è un’innovazione che probabilmente farebbe miracoli per qualsiasi fiera.
5. Si spera che non piova.

Spiritualità, religioni e musica: anche Milano può essere spirituale.
Ci sono anche alcuni eventi di portata internazionale, occasioni di approfondimento (e divertimento nel caso del concerto) molto interessanti per chi è a Milano il 19 e il 20 ottobre:

Un’intervista in videoconferenza con Raimon Panikkar, a cura di Yoga Journal, sul tema “Scontro di civiltà, la Pace, e il Perdono”. Raimon Panikkar, di madre spagnola e padre indiano, è uno dei più tenaci sostenitori del dialogo fra le religioni. Invece di lottare per la supremazia, vizio particolarmente radicato fra le religioni monoteiste, le diverse religioni dovrebbero cercare i punti di unione. (Venerdì 19 ottobre, ore 20)

Due conferenze di Sri Acharya TK Sribhashyam, figlio di Krishnamacharya di Madras, cioè figlio del ri-fondatore dello Yoga moderno, il maestro che ha insegnato lo Yoga anche a BKS Iyengar e K Pattabhi Jois. Una conferenza è sul tema “Yoga e Meditazione” (venerdì 19 ottobre, ore 18.30), l’altra sul tema “Meditazione nell’Induismo” (Sabato 20 ottobre, ore 11.15). Le conferenze saranno tradotte da Aurelia Debenedetti, sua allieva e rappresentante, oltre che allieva per dodici anni di Gerard Blitz. le due conferenze sono a ingresso libero.

Il concerto di Prem Joshua & Band“Bombay Groove Night”, world music contaminata di raga, jazz e lounge music. L’ingresso al concerto costa 5 euro (Sabato, ore 22. apertura sala dalle 21.15).

Il programma completo del MilanoYogafestival con 20 workshop, 4 conferenze, 3 atelier (laboratori esperienziali), 2 mostre, è qui.

Un piccolo appunto tecnico: la url dell’anno scorso (www.yogafestival.it) non funziona più, sostituita da http://www.milanoyogafestival.it. Sarebbe stato meglio mantenerle entrambe perché il fatto che i vecchi link non funzionino più significa che chi cerca informazioni sull’edizione dell’anno scorso fa più fatica a trovarle.

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One comment

  1. Confermo che l’intervento dell’assessore sembra aver evidenziato il motivo per cui la “sete” si yoga sia maggiore qui che in altre città. Ha anche promesso che avrebbe sicuramente provato l’esperienza dello yoga. Giulia Borioli, con molto charme gli ha ricordato che la promessa era stata fatta anche l’anno scorso. Il momento giusto, descritto da Patanjali arriverà.

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