Il marziano e lo Yoga

Sono tornato adesso dal convegno dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Yoga (Yani) a Salice Terme. Queste considerazioni sono semplicemente il punto di vista di uno dei tanti partecipanti (gli iscritti erano circa duecento e ognuno di essi avrà riportato impressioni ed esperienze diverse).
Il convegno è stato molto interessante, gradevole e istruttivo. Salice Terme è una località gradevole e tranquilla nell’Oltrepo Pavese, con un parco molto bello e numerosi alberghi di mezza età.

La Yani raccoglie circa 600 insegnanti di Yoga in tutta Italia, dimensione che ne fa l’associazione più numerosa del settore. Il convegno era organizzato intorno al tema “Le radici di ieri e la realtà di oggi”, il che, tradotto dal convegnese, significa, come la inseriamo la tradizione indiana dello Yoga nella realtà occidentale del 2007?

Ovviamente non sono state date risposte definitive. Come sia lo Yoga ognun lo sa, cosa sia nessun lo dice. Lo Yoga è una realtà estremamente vasta e, come l’elefante e i sei ciechi che lo descrivono, ognuno ne ha una sua percezione e ne dà una sua descrizione differente, anche se l’elefante è sempre lo stesso.

In un certo senso, è come se un marziano venisse a vivere sulla terra. Dopo breve tempo di tempo si trova a disagio con la maggiore attrazione gravitazionale del nostro pianeta e gli consigliano “fai dello sport, così ti irrobustisci e sopporti meglio il disagio della gravità terrestre”. Lui fa dello sport, ne trae giovamento e quando torna su Marte, descrive lo sport: andare in quattro su un oggetto che galleggia, tirando dei bastoni che lo fanno andare avanti, mentre un quinto dà il ritmo a cui muovere i bastoni. Ne parla con amici, che vengono sulla terra e decidono anche loro di fare dello sport. Si informano e uno viene indirizzato a giocare in ventidue con una palla rotonda, un altro viene indirizzato a fare un gioco con due racchette e una pallina che si può giocare anche in quattro, un altro riceve un paio di scarpette e viene incoraggiato a correre in tondo lungo una pista.

Quando si ritrovano, parlano dello sport e, da quel che dicono, sembrerebbe che ognuno stia parlando di una cosa diversa. Chiedono lumi a un terrestre, grande esperto di sport, e questi dice loro: “guardate, lo sport è una cosa che ha radici antichissime, risale agli antichi greci, poi è stato rielaborato e diffuso nel mondo moderno dagli inglesi e dai francesi. Per capire lo sport dovete studiare la storia greca, la filosofia greca, per poi arrivare alla storia inglese, quella francese, la vita di De Coubertin, la storia delle Olimpiadi, dei Mondiali di Calcio e qualche altra cosa. Solo così potete capire lo sport.”

Insomma, forse lo Yoga, visto che ha circa due millenni di storia, è un termine che comprende tante cose, come la frutta: una mela è diversa da una pera, ma sono entrambi frutti, ognuno ha il suo gusto, le sue caratteristiche, le sue proprietà nutritive. Assaggiare i diversi frutti, e variare ogni tanto sono consigli utili anche per lo Yoga.

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One comment

  1. bella questa descrizione….molto giusta, dal momento che ci sono VERAMENTE tanti modi di fare Yoga; a seconda del Maestro che si ha, della corrente che ha seguito, etc. E ognuna ha i suoi pregi, caratteristiche e “finalità”. Direi, concludendo “Uno Yoga, Tanti Yoga.” Saluti.

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