Diversi da noi stessi

Oscilliamo fra due poli: da una parte pensiamo di essere sempre noi stessi, dall’altra, vagamente, ci rendiamo conto che possiamo essere molto diversi da un giorno all’altro, a volte anche da un momento all’altro, a seconda di quel che abbiamo mangiato, di come stiamo, di quel che ci è successo recentemente.

Con lo Yoga questa naturale variabilità la tocchiamo con mano e impariamo sia a conviverci, sia ad accettarla.

Praticando quotidianamente, ci rendiamo conto che la stessa posizione non è mai uguale. Molta gente scopre con sorpresa che:

1. La mattina siamo più rigidi
2. La sera siamo più flessibili
3. La mattina siamo più energici
4. A destra siamo diversi che a sinistra (a volte anche molto diversi, e allora bisogna cercare di correggere l’asimmetria con una lunga e paziente pratica riequilibrante)
5. A seconda di quel che abbiamo mangiato il giorno prima, possiamo essere più rigidi o più flessibili
6. Di sera è più facile praticare ma può essere più difficile concentrarci
7. D’estate siamo più flessibili
8. D’inverno siamo più rigidi
9. Dopo un adeguato riscaldamento (almeno 6 saluti al sole) diventiamo più flessibili
10. Certe posizioni che assumiamo con facilità di sera d’estate possono essere impossibili (o pericolose) la mattina d’inverno
11. Mangiare troppo rende meno gradevole la pratica
12. Certe volte praticare viene bene e certe volte meno bene
13. Ma se inizi e pratichi con attenzione, poi la pratica viene bene
14. Ogni volta, ogni posizione è diversa.

Che c’è da stupirsi? A volte pensiamo di essere come delle macchine, che dovrebbero funzionare in modo sempre uguale e prevedibile. Ma la realtà è diversa. E infatti anche le macchine cambiano nel loro comportamento e rendimento a seconda del tempo, delle condizioni atmosferiche, persino dell’ora della giornata.

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2 comments

  1. ogni giorno c ambio a secondo quello che hai fatto il giorno precedente nel pensare e riflettere
    quante cose si potevano fare diverse e migliori e se cerano le alternative per farli , sono d,accordo
    cher secondo quello che si mangia un uomo si predispone ma se non ci sarebbero alcuni difetti se cosi li vogliamo chiamare oggi l,uomo non avrebbe una sua identita personale e non si potrebbe chiamare
    essere libero .

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  2. Il titolo diversi da noi stessi mi piace molto….è evocativo e mi rimanda di colpo a parte la diversità che uno può avere dal tempo da quello che ha mangiato o dal fatto se è fatto…..la diversità che uno ha addosso perchè non puoi essere normale…gli altri hanno bisogno di catalogare in griglie di comodo e classificazione. Ma il grave dell’essere normali o anormali che poi quale è la Normalità io ancora mi chiedo e non trovo risposta?….Quando veramente ti sforzi di essere normali ti rendi conto che Quando una cosa è Segnata è Segnata. Comunque cerco di essere tranquillo con la mia Normale Nevrosi in mezzo ai Pazzi.Saluti all’Etere.

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