Yoga a letto, pro e contro

Molti sconsigliano di praticare Yoga a letto, senza fornire ulteriori chiarimenti, come se fosse un dogma religioso non discutibile o un tabù primordiale. I motivi per cui il materasso a molle o la rete a doghe non sono adatti per praticare Yoga sono principalmente tre: contrariamente a quel che si penserebbe, il supporto morbido rende più difficile il rilassamento profondo; l’equilibrio è più difficile e alcune posizioni d’equilibrio diventano impossibili ai più; il supporto morbido e un po’ avvolgente crea troppo contatto con il corpo, diventando fonte di distrazione ad ogni minimo movimento.

Ciò nonostante, entro certi limiti, è possibile praticare Yoga a letto, un luogo dove, se alcune posizioni diventano più difficili, altre diventano più facili, e soprattutto accessibili, prima di addormentarsi o al risveglio, anche a chi non ha tempo per una pratica più formale. O pensa di non averlo.

In alcuni articoli precedenti, alcune indicazioni utili:

1. Yoga a letto

2. Consigli per chi ha poco tempo

Il problema vero dello Yoga a letto è savasana: a pancia in su con la schiena su un supporto morbido, il rilassamento è molto più difficile. Si può però esplorare makarasana, che trae invece vantaggio da un po’ di morbidezza.

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