Il copyright al tempo dello Yoga

Oggi con Internet, il computer, gli scanner e le stampanti laser è sempre più facile che un insegnante di Yoga distribuisca materiale stampato ai propri studenti, oppure tenga una newsletter per i suoi studenti o distribuisca dispense a pagamento, gratuire o comprese nel prezzo del corso. Per fare questo tipo di attività divulgativa con cognizione di causa è però indispensabile avere qualche nozione di diritto d’autore.

Tutto quello che viene scritto di norma appartiene all’autore. Un insegnante che trae pratiche di Yoga Nidra o sequenze da libri o dal lavoro di altri insegnanti, nel caso li raccolga in dispense da distribuire ai suoi allievi deve citare le diverse fonti da cui ha tratto il materiale.

Se invece si tratta di creazioni sue, ovvero le pratiche di Yoga Nidra oppure le sequenze sono state scritte e studiate esclusivamente da lui (anche prendendo ispirazione da terzi, purché le modifiche siano sostanziali), è consigliabile indicare la paternità del testo o della sequenza di asana. Ad esempio titolando “Sequenza per principianti – a cura di Pippo Yogananda Brambilla”. Se invece la sequenza è una una consolidata sequenza tradizionale (ad esempio la famosa “sequenza Rishikesh” oppure l’onnipresente Saluto al sole) è opportuno indicare il nome della sequenza e magari qualche cenno sulla sua origine.

In genere l’utilizzo NON COMMERCIALE per motivi di studio di piccoli estratti di libri e trattati è liberamente ammesso CITANDO SEMPRE LA FONTE (ma se la dispensa è in vendita, anche dietro il semplice rimborso dei costi di stampa, diventa commerciale).

Citando la fonte in genere non si sbaglia: nella peggiore delle ipotesi si documenta la propria buona fede, e probabilmente nessun editore farà mai causa a un insegnante che vende delle dispense per 1 euro di rimborso dei costi di stampa, oppure le regala.

Più delicato e complesso il caso delle fotografie: qui spesso non esiste solo il diritto dell’autore ma esiste il diritto del fotografo e quello del modello o dei diversi modelli, più magari problematiche particolari relative ad oggetti o luoghi inclusi nella foto. A meno che non siano foto o disegni realizzate in proprio, quando si usano foto o illustrazioni occorrerebbe sempre chiedere il permesso all’autore, indicando sempre il nome in piccolo vicino all’immagine nella copia stampata.

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4 comments

  1. a proposito di copyright, oggi su Repubblica c’è un interessante articolo dal titolo ‘Copyright anche sullo yoga ed è guerra tra Usa e India’ [http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/esteri/yoga-copyright/yoga-copyright/yoga-copyright.html].

    e tanto per essere precisi, l’articolo ha il copyright New York Times-la Repubblica… non si sa mai 😉

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  2. A dir la verita, questo post l’ho scritto in bozza sei o sette mesi fa. Poi, il 7 maggio, cioe’ un paio di giorni prima che uscisse l’articolo sulla Repubblica, non so perche’ ho pensato che fosse arrivato il momento di pubblicarlo…

    La Repubblica

    A onor del vero, bisogna anche dire che le polemiche sulle attività di Bikram riguardo allo Yoga risalgono a qualche anno fa, e i problemi della brevettazione di antichi ritrovati di uso comune riguarda anche altri campi, ed e’ un problema abbastanza grave che testimonia una certa farraginosita’ e vecchiaia della legislazione relativa al diritto d’autore e al brevetto.

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