L'accettazione del proprio corpo

Uno degli effetti pratici dello Yoga, fra i più utili nel mondo moderno, è l’accettazione del proprio corpo.
I problemi e le menate col proprio corpo sono un fenomeno recente: in pratica da quando esiste la fotografia e da quando, con l’industrializzazione, è stato possibile disporre con facilità di specchi di grandi dimensioni. Prima ben pochi avevano idea di come fosse l’aspetto del proprio corpo, la propria immagine.
Praticare asana con lentezza e pazienza insegna ad accettare i propri limiti. Insegna inoltre a percepire meglio tutto il proprio corpo, vedendolo come un insieme unico in cui ogni parte è ugualmente importante, la testa come l’intestino. Molto meglio della classica divisione gerarchica in “parti nobili” e “meno nobili”, queste ultime da ignorare o disprezzare.
Ben lontani dal diventare schiavi del proprio corpo, con lo Yoga si raggiunge una specie di pace dei sensi in cui, ad esempio, il cibo diventa più piacevole senza necessariamente doversi ingozzare fino a gonfiarsi come mongolfiere.
Col tempo, si diventa anche piu’ tolleranti nei confronti dei propri difetti fisici. Non scompaiono miracolosamente, ma l’insieme diventa più armonico. Persino la voce migliora, e il modo di porsi con il corpo, integrandosi nel mondo circostante. Un pochino di pancia, un po’ di cellulite, qualche ruga, invece di essere piccoli drammi diventano, semplicemente, una nostra caratteristica. Anche piacevole.

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