Il Pranayama può aiutare ad abbassare la pressione

Chi ha la pressione alta ha una risorsa in più per combaterla, da oltre duemila anni. Recentemente alcuni medici hanno verificato con studi clinici indipententi qualcosa che molti sapevano intuitivamente da molti anni: respirare lentamente per almeno 20-30 minuti al giorno abbassa la pressione arteriosa fino a 15 punti in meno. In altre parola la medicina scientifica sta verificando quello che i praticanti di Yoga e di Pranayama sapevano da molto tempo: la respirazione e i suoi ritmi hanno grande influenza sui nostri stati d’animo e, direttamente e indirettamente, anche sulle condizioni del nostro sistema neurovegetativo e cardiocircolatorio. Praticare da 15 a 30 minuti di Pranayama, oltre a rigerare lo spirito e la mente, può quindi aiutare a combattere l’alta pressione arteriosa.

 

Da Yahoo Salute

 

Sei diversi studi clinici americani

 

L’alta pressione arteriosa è una malattia tipica della società moderna, dove viene richiesta una costante attenzione a stimoli sempre più vari (lavoro, traffico, spettacoli, tv, computer, relazioni sociali) e frenetici. L’organismo a quanto pare reagisce respirando più velocemente e alzando il livello di attenzione, a spese del sistema cardiocircolatorio impegnato a portare più sangue ai muscoli e al cervello. Un po’ di Yoga e di Pranayama al di’ può aiutare a farvi fronte, con meno pillole.

 

PDF con la citazione dei principali studi su respirazione e alta pressione arteriosa (in inglese)

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8 comments

  1. Nel breve spazio della citazione di una notizia, è difficile spiegare il Pranayama, disciplina che comprende numerose tecniche e diversi livelli di pratica, da principiante in su. Se vuoi provare una semplice tecnica respiratoria molto rilassante, puoi provare così, seduta con la schiena dritta, oppure sdraiata sulla schiena, a occhi chiusi:

    – IN-spirando conti mentalmente fino a 2 oppure fino a 3
    – E-spirando conti mentalmente fino 4 oppure fino a 6 (il doppio di quanto hai contato inspirando)

    Dopo qualche giorno di pratica, prova ad aumentare il conto dell’inspirazione, raddoppiando il conto dell’espirazione. Se ti manca il respiro, vuol dire che stai contando troppo. Respira normalmente per qualche ciclo e poi riprendi, contando di meno. Conta seguendo i battiti del cuore, se possibile.

    L’esercizio indicato non è difficile e, in assenza di problemi cardiaci o polmonari, non ha controindicazioni (nel caso senti il medico). Inizia per 5 minuti circa, e col passare dei giorni arriva a 15 circa. Se senti nervosismo, agitazione o non riesci a star ferma, devi sospendere e cercare l’aiuto di un insegnante qualificato, oppure intraprendere un corso di Yoga e praticare asana per preparare il corpo alla prolungata immobilità necessaria per praticare Pranayama. Stampa questa pagina e rileggi le istruzioni quando hai dubbi. Consulta il medico se hai problemi in corso e sospendi la pratica se senti affanno, ansia o altri sintomi negativi, molto rari ma sempre possibili in particolari stati mentali o fisici.

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  2. Il pranayama è molto utile. L’inspirazione va fatta spingendo l’addome ed inoltre prima dell’espirazione trattenere il respiro per lo stesso tempo contato nell’inspirazione.

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  3. Una nota sul commento di Nieri che ringrazio per la sua testimonianza. Quella che indichi e’ una delle tante possibilità offerte dalle tecniche di Pranayama. Siccome consigli di trattenere il respiro, devo segnalare che sperimentazioni un po’ troppo disinvolte con le apnee, sia piene, sia vuote ma soprattutto piene, possono essere controindicate per chi soffre di cuore o di problemi respiratori. I principianti, se non sono guidati da un maestro esperto, è bene che non facciano troppi esperimenti con il trattenimento del respiro, anche se questo, come segnala Nieri, è un elemento importante di molte tecniche di Pranayama.

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  4. Nuovo ed interessante questo modo di “comunicare” lo yoga via internet: da un lato i tempi lenti e le interiorizzazioni di questa disciplina, dall’altro la necessità di viaggiare in rete per farsi conoscere e rimanere al passo…

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  5. Confermo la validità delle tecniche di pranayama. Pratico Yoga da sette anni, due volte la settimana e regolarmente facciamo pranayama iniziando con tempi di inspirazione ed espirazione uguali poi si raddoppiano le espirazioni rispetto alle inspirazioni (chiaramente seguito da un’esperta insegnante di yoga).
    In pratica confermo il commento di Gianni

    Provate anche Voi.

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  6. Certamente il pranayama abbassa la pressione. L’esecuzione più semplice è il classico: 1 secondo (inspirazione)- 4 secondi (trattenimento)- 2 secondi (espirazione) da aumentare gradualmente e prudentemente secondo le proprie possibilità (abbastanza è necessario-abbastanza è sufficiente). Personalmente mi sono stabilizzato sui seguenti tempi: 5 – 20 – 10. Come noto il trattenimento a polmoni pieni (Kumbaka) è il più delicato e quindi va calibrato con la massima attenzione senza minimamente forzare;molto meno problematico è invece il trattenimento a polmini vuoti (Baya Kumbaka) consigliato tra l’altro dal grande maestro Andrè Van Lysabeth per contrastare l’insonnia.
    Mitakuyie Oyasin (siamo tutti fratelli) – saluto rituale Lakota
    Carlo Del Bello – Operatore Shiatsu e cultore di Yoga

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