Yoga Nidra per le risoluzioni dell'anno nuovo

L’anno nuovo è il momento tipico dei buoni propositi: imparare a suonare la chitarra, dimagrire, iscriversi in palestra, migliorare il proprio inglese.

La tecnica di rilassamento chiamata Yoga Nidra (letteralmente “sonno yogico”) può essere uno strumento potentissimo per aiutarti a realizzare i tuoi desideri. Si tratta di una forma di rilassamento guidato durante il quale è possibile facilitare la comunicazione con il proprio inconscio, la strana bestia che ci fa desiderare i cioccolatini anche quando sappiamo benissimo che ci fanno venire i brufoli. Semplificando le cose, l’inconscio è il grande archivio in cui conserviamo le cose che impariamo senza accorgercene e quelle che ci sembra di avere dimenticato. E’ un archivio potentissimo che impara in fretta che la cioccolata con la panna è buona, perché il tuo corpo sente il sapore dolce nel momento stesso in cui la mangi; ci mette invece molto tempo per imparare che – ad esempio – troppe calorie sono deleterie per la linea, la salute e il benessere. Innumerevoli lievi malesseri sono dovuti a errori alimentari di cui non ci rendiamo conto: il dolce a fine pasto è buono ma gonfia, e il cerchio alla testa del pomeriggio magari è dovuto alle proteine della crema di latte di quel dolce così buono ma inadatto per il nostro particolare organsimo.

Per farla breve, durante il rilassamento dello Yoga Nidra è possibile comunicare in modo efficace i propri buoni propositi al proprio inconscio ripetendo mentalmente per tre volte un proprio desiderio, chiamato sankalpa: “voglio imparare a suonare la chitarra perché mi piace molto”; oppure “smetto di fumare”; “andare in palestra è divertente”, e così via, fino ai desideri più importanti, spirituali ed elevati. Il desiderio deve essere semplice ed espresso in forma positiva (“smetto di fumare” va bene; “NON voglio più fumare” invece non va bene, perché l’inconscio fa fatica a percepire la negazione. Infatti per negare una cosa dobbiamo evocarla, e l’evocazione per l’inconscio è più forte della negazione). Il desiderio deve essere personale, positivo e segreto perché se lo riveli ad altri lo modifichi. In pratica:

1. Guarda dentro te stesso per identificare cosa desideri in questo momento della tua vita (anche desideri banali come “guadagnare di più” o “dimagrire” vanno bene. i desideri più elevati verranno dopo);

2. Formula il tuo desiderio in modo più semplice e breve possibile, con parole semplici, in modo positivo.

3. Ripeti tre volte il desiderio mentalmente durante le sessioni di Yoga Nidra, la sera prima di addormentarti possibilmente proprio nel dormiveglia che precede il sonno, oppure durante il rilassamento alla fine della tua pratica Yoga.

4. Persevera nel ripetere il tuo “desiderio”.

Se il tuo desiderio è autentico, il tuo inconscio comincerà ad aiutarti a realizzarlo, invece di metterti i bastoni fra le ruote.

Per praticare Yoga Nidra rivolgiti a un bravo insegnante oppure compra le sessioni di Yoga Nidra su CD o su cassetta. Attenzione: lo Yoga Nidra è molto diverso dall’ipnosi. A differenza dell’ipnosi, in cui la volontà dell’ipnotizzatore si sostituisce quando possibile a quella dell’ipnotizzato, la pratica di Yoga Nidra rilassandosti aiuta te a entrare in contatto con te stesso. Anche per questo è importante che il desiderio resti segreto. Perché se un’altra persone conosce i tuoi desideri, oltre a influenzarli (consciamente o inconsciamente) può esercitare un grande potere su di te.

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6 comments

  1. approvo in pieno la pratica dello yoga-idra, e mi fa piacere che la distingui dall’ipnosi,che avviene quando una pratica di rilassamento è condotta da altri.
    al via della realizzazione di se stessi,va fatta solamente lavorando su se stessi,da se stessi.
    se qualcuno ci da una indicazione, sulla strada da seguire,la si può seguire o no, ma il nostro libero arbitrio
    è salvo. ricordiamoci, che le catene che la mente ha costruito, sono le catene che la nostra mente ha costruito, anche aiutata in questo da suggerimenti e suggestioni dall’esterno.

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  2. La mia opinione è simile a quella di Giancarlo riguardante allo yoga nidra.
    Ma comunque è un semplice modo per rilassarsi.

    Un bacio da chiara e seguite sempre i consigli di Gianni!!!!

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  3. Ho letto i vostri articoli,alleluia!Finalmente si affrontano realtà serie.
    Dico solo che bisogna sperimentare l’introspezione stando attenti con le
    tecniche di rilassamento a non procurarsi danni collaterali.Tenendo giusto
    conto che durante la pratica di yoga nidra Bisognerebbe stare sdraiati supini possibilmente immobili,praticando all’inizio per 5minuti via via
    aumentando i tempi fino ad un max di 1ora.Esistono diverse scuole per imparare la tecnica di shavasana posizione del cadavere,è vero che in India ci sono fachiri che si fanno seppellire vivi,rimanendo sottoterra per giorni.Certo non è il nostro scopo,ritengo necessaria la presenza di un istruttore autorizzato della FIY, per potere risolvere e rispondere alle problematiche psicofisiche che si possono presentare durante la pratica.Mi ricordo che quando ho iniziato a usare questa tecnica dopo qualche minuto la mia mente mi portava ad immaginare che una enorme spada si conficcasse nel mio petto al punto tale che ero costretto ad aprire gli occhi e smettere quasi subito,il gioco della mente è tremendo.I pensieri sono come tante scimmie che saltano da un ramo ad un’altro,ci vogliono anni di esercizio per potere diventare spettatori passivi dei propri pensieri in “chitacashia”parte degli occhi compresi tra le palpebre e il globo oculare ed avere il controllo del respiro.Complimenti per il blog OM SHANTI

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  4. Sono in procinto di iniziare la pratica di Yoga Nidra al fine di creare un triangolo perfetto con le altre due pratiche Taijiquan e Meditazione. La domanda che vorrei porVi parte da un presupposto: la mia futura insegnante di Yoga mi ha detto che, contrariamente a quanto la gente crede, la posizione del “cadavere” è tra le più defficili da mantenere, qualche volta anche per praticanti esperti avezzi a posizioni più complicate. Vi chiedo: il fatto che io riesca a mantenere tale posizione agevolmente (non sempre, ovviamente), durante la meditazione mi favorisce, oppure proprio perchè trattasi di Pratica Yoga potrebbe essere differente?

    Vi ringrazio molto e altrettanto Vi saluto.

    Massimo
    Vaprio d’Adda

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    1. Savasana, la posizione classica del rilassamento, viene considerata particolarmente difficile da mantenere, nonostante la sua apparente facilità, perché nella vita moderna paradossalmente è difficile stare fermi per qualche minuto senza “fare niente”. L’obiettivo di savasana è raggiungere il massimo rilassamento possibile, e questa è la sua difficoltà.

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