Cosa c’entra il marketing con lo Yoga?

Non solo luci ed effetti speciali.

In Italia è diffuso un pregiudizio: che marketing e pubblicità siano discipline per imbroglioni. Chi ha un sacco di soldi e vuole fregare la gente crea un'”immagine” fasulla utilizzando le sofisticate tecniche del marketing e vende patacche. Chi èonesto si presenta così com’è, spontaneamente, e tutti ne riconosceranno le qualità.

Duecento anni fa, quando la fama di una persona o di un prodotto si costruivano principalmente per passaparola nella propria città, poteva essere vero. Oggi non più. Le città sono troppo grandi e qualsiasi iniziativa – commerciale o non profit che sia – deve poter comunicare efficacemente ed economicamente anche al di fuori della propria cerchia di quartiere. Deve fare marketing, pubblicità e pubbliche relazioni per costruire e rinforzare la propria reputazione, fosse pure mettendo una locandina dal panettiere e mandando un comunicato stampa al periodico comunale.
Un buon esempio di marketing applicato bene è l’organizzazione non profit Unitus, una banca specializzata nel microcredito, come la Grameen Bank del recente premio nobel per la pace Muhammad Yunuf, con cui collabora. Il sito e’ costruito professionalmente. Se chiedi informazioni ti mandano a casa una brochure ben fatta con un dvd che spiega la natura dei loro progetti. Trovi una pagina per scaricare documentazione. Puoi anche richiedere una newsletter. Una volta che entri nel loro database, vieni sicuramente ricontattato sollecitando donazioni e passaparola in molti modi. In altre parole, come molte altre organizzazioni non profit in tutto il mondo, fanno marketing. Nella societa’ post-industriale e globalizzata, e’ importante imparare a comunicare in modo chiaro e professionale, anche per il piccolo centro Yoga di periferia.

Unitus, Grameen Bank e tante altre organizzazioni non profit sarebbero piu’ efficaci se avessero un sito fatto male, senza brochure e filmati, senza una newsletter via e-mail, senza un database di contatti e simpatizzanti?

L’abito non fa il monaco, ma anche il monaco ha bisogno dell’abito.

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